Interventi sulla stampa senese |
||||
Articoli pubblicati su "il Cittadino di Siena" Interventi sulla stampa senese Articoli su "Federalismo e libertà"
|
21.2.2004 IN LODE DEL TRASVERSALISMO
LA REPUBBLICA DI SIENA Sig. Ceccuzzi, riconosco che questo mio reagire ad ogni sua esternazione non è carino, e questa volta avevo deciso di astenermene se ella a un certo punto non si fosse lasciato scappare un incredibile “neanche fossimo ai tempi della Repubblica senese” e non l’avesse fatto con l’ottuso disprezzo di chi non sa di cosa parla (Corriere di Siena del 20 c.m). Non essendo questo il luogo per un’esegesi di quell’antica esperienza (ma sapesse quante lezioni di democrazia potrebbe apprendere!) mi limiterò a ricordarle che il 90% dei Senesi direttamente o indirettamente oggi vive solo ed esclusivamente di quello che fu fatto allora, più di 500 anni fa: il Monte dei Paschi, lo Spedale, l’Università, l’Arte (turismo) e gli stessi Comune e Provincia e le aziende e attività ad essi connesse. Quello che è straordinario è che lei sta al centro di tutto ciò (non negherà che il partito di cui è segretario abbia le mani in pasta ovunque, vero?) e non se ne rende conto. Così come non si rende conto che i regimi successivi a quella Repubblica - il mediceo, il lorenese, il savoiardo, il fascista e il repubblicano attuale - presi insieme non hanno dato a Siena un millesimo di quello che le fu dato allora. Ora io non posso pretendere che ella abbia familiarità con la storia, ma con l’attualità sì, perbacco. E allora le dovrebbe bastare un’occhiata in giro per vedere come sia stato proprio l’ultimo regime, quello attuale, quello del vostro “buon governo”, che non solo non ha dato, ma ha addirittura tolto. E non mi riferisco al fatto che in questi ultimi 50 anni avete ceduto ad altri il Monte, l’Ospedale, l’Università e persino l’acquedotto e fra poco anche le strade (perché gliele darete le strade al Caltagirone e al Brandani, oh sì, che gliele darete!). Le chiedo solo di guardare la città che avete costruito voi - moderno monumento all’arroganza e all’ignoranza che resterà a imperitura memoria del vostro passaggio nella storia di questa Città - e poi di voltarsi a guardare quella costruita allora: sono convinto che anche lei sia in grado di cogliere la differenza. No? Non riesce a vedere la differenza? Allora si domandi brevemente se Siena è oggi famosa per ciò che fu fatto allora senza tante chiacchiere o per ciò che è stato fatto ora tra strepiti mediatici e assordanti fanfare. Spero che sappia arrivare alla risposta da solo. TRASVERSALISMO, DESTRA E SINISTRA Ma ora, già che ci sono, come resistere alla tentazione di commentare altri passi del suo intervento? Infatti non resisto perché la sua condanna alle associazioni politico-culturali “trasversali” mi chiama in causa personalmente, in quanto tra i fondatori del primo movimento “trasversale” senese: Quelli di Montaperti. “Il trasversalismo uccide Siena” tuona allarmante il titolo del suo intervento. Mi verrebbe la voglia di dirle che oramai c’è rimasto poco da uccidere e finire qui, invece mi è montata la rabbia per questo vostro ricorso, tipico di ogni tirannia, alla demonizzazione dell’avversario specie se questi assume le vesti di spontanee e libere, e sottolineo spontanee e libere, organizzazioni di cittadini: qualunquismo, trasversalismo, revisionismo … proprio come nel Ventennio si evocavano disfattismo, sovversivismo o antipatriottismo. Le deve e vi deve sfuggire il trascurabile particolare che c’è un dettato costituzionale a proposito della libertà d’associazione e che questo è il succo della democrazia e che ogni onesto democratico dovrebbe gioire del libero e sereno associarsi dei cittadini (i quali, le voglio chiarire se non l’avesse percepito, si uniscono per difendere i propri interessi morali, materiali, culturali e politici, non per altro). Invece no, secondo lei c’è la destra e la sinistra (l’Ulivo e la Casa delle Libertà, ovviamente) e tanto deve bastare per quella che lei ha avuto il coraggio di definire libertà di scelta (sic!) dei cittadini. Veda, signor Ceccuzzi, c’è un’antica e fondamentale distinzione tra destra e sinistra che nonostante il tempo non ha subito corrosioni o alterazioni: a sinistra la volontà sale dal basso, a destra scende dall’alto, a sinistra sta il governo dei molti (o di tutti), a destra sta il governo dei pochi (o di uno solo). Non è una sinistra quella che ruba ai ricchi per dare ai poveri (per questo bastano i Robin Hood) o che fa leggi sociali (in questo sono maestri i regimi fascisti: l’impianto sociale e previdenziale attuale, dopo 70 anni!, è ancora quello che volle Mussolini), ma è quella che trasforma una plebe in popolo e che lo riscatta, lo emancipa e lo rende governante di se stesso (è quello che fece la Repubblica senese, a cui lei irride, quando si vollero “uomini liberi, solo sottomessi alle leggi che essi stessi si danno”: questa è la sinistra!). Ergo i due raggruppamenti politici che ha citato, l’Ulivo e la CdL sono due destre, con l’aggravante per il primo di mascherarsi da sinistra. E poi, signor Ceccuzzi, ma è proprio convinto che ci sia un modo di destra e uno di sinistra di tenere pulite le strade, di fornire acqua buona, di dirigere bene il traffico, di spengere gli incendi, di insegnare la matematica, di operare al cuore, di costruire ponti che non crollino e aerei che non precipitino? Perché queste sono le cose che interessano ai cittadini: essi hanno bisogni e aspirazioni assolutamente identici, non di destra o di sinistra (e non mi venga a dire, perché so che lo pensa, che il popolo non è capace di decidere da solo, che ha bisogno di essere guidato anche nei suoi bisogni e nelle sue aspirazioni: questo lo diceva Mussolini). Ed allora quella distinzione che voi e i vostri dirimpettai fate tra destra e sinistra è del tutto inesistente, ve la siete inventata al solo fine di tenerci divisi affinché il potere rimanga in mano a pochi o a uno solo (la destra) e che i cittadini (la sinistra) ne siano totalmente esclusi (divide et impera). Ci rifletta, signor Ceccuzzi: non è di destra o di sinistra il pulire bene le strade, ma lo è a seconda se a decidere che le strade sono pulite bene sia il principe o sia il popolo. RICCHEZZE E MISERIE DELLA “SIENA FELIX” Chiudo con un’ultima considerazione (anche se, al solito, gli stimoli provocati dai suoi interventi sono tanti, ma non si può approfittare troppo della pazienza del lettore). Gran parte del suo intervento, evidentemente al fine di nobilitarlo un poco, è dedicata alla crisi economica ed alla povertà che avanza minacciosa. Non voglio qui annoiare nessuno dilungandomi sulla sostanziale leggerezza e superficialità con cui lei afferma che le crisi del sistema produttivo e il suo rilancio dipendano dall’assenza o meno “di politiche pubbliche a sostegno del suo sviluppo” (la capacità produttiva di Prato e la sostanziale marginalità economica di Paganico dipendono ambedue dalle vostre politiche pubbliche di sostegno allo sviluppo?). Né voglio infierire sulle sue avventate affermazioni circa gli “alti livelli” in ogni campo raggiunti dalla realtà senese che, non lo dice ma si capisce, fa dipendere dalle vostre “politiche pubbliche" attuali, non dal glorioso e da lei ignorato o deriso, passato della Città. Mauro Aurigi |
|||