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29.04.06 Legame col territorio? Balle: i “giochi” del Monte ormai si fanno solo a Roma!

Il duo Bassanini-Lanzillotta, coniugi parlamentari rispettivamente Ds e Margherita, non contenti di trasformare qualcosa come 600 milioni di vecchie lire di denaro pubblico in stipendio familiare - a tanto devono sommare annualmente, a occhio e croce, la loro due indennità parlamentari - hanno “tramato” su cose senesi (cose che riguardano noi e non loro), invece di occuparsi degli interessi dell’intera comunità nazionale, così, tanto per almeno giustificare quanto costano al contribuente.
Questo è quanto desumiamo da www.dagospia.com (un sito apprezzato perfino dal Financial Time), che il 6 aprile rivelava le manovre dei due per favorire il traghettamento dell’avv. Giuseppe Mussari, che è compaesano della Lanzillotta, dalla presidenza della Fondazione Mps a quella della Banca. E ciò senza il minimo scrupolo quanto al conflitto d’interessi, che evidentemente solo se riguarda Berlusconi è illecito, e in totale sprezzo della coerenza con la stessa legge che, per “amore di giustizia”, i diessini fecero varare dal ministro Visco per bloccare la nomina dell’allora sindaco Piccini, a sua volta nominante dei deputati alla Fondazione, a presidente della stessa: un conflitto d’interessi assolutamente speculare a quello del Mussari che, nominante di consiglieri alla Banca, è poi stato nominato presidente della stessa.
L’ “alfiere della senesità”, come Mussari ama farsi definire dalla stampa, non ha cercato la sua legittimazione a Siena (così, tanto per essere coerente con le ripetute e a questo punto anche ipocrite assicurazioni dello stretto legame del Monte dei Paschi col nostro territorio che lui e i suoi compagni giurano di voler conservare), ma a Roma, perché è lì ormai che si fanno i giochi del Monte. E non bisogna essere dei geni per capire che quell’appoggio di Bassanini e Lanzillotta non è disinteressato: esso avrà un prezzo salato e non sarà Mussari a pagarlo, ma noi.
Ci vuole altro per far capire ai Senesi che l’allegra brigata diessina ci ha scippato la Banca e che a Siena è arrivato il momento di liberarsi della loro asfissiante presenza prima che sia troppo tardi?

Mauro Aurigi