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19.11.2006 - Caro Ingrao, destra e sinistra sono un’altra cosa (lettera a Repubblica)

Dice Ingrao, a proposito dei violenti che hanno turbato la manifestazione romana pro-palestinesi: “Sono persone, sia pure di sinistra, che sbagliano” (Repubblica del 19.11). Sono assolutamente in disaccordo.

E’ l’ora che nel nostro Paese si torni a fare chiarezza sui concetti di destra e sinistra. La sinistra è nata coll’Umanesimo civile nei Comuni italiani ed è stata ridefinita coll’Illuminismo (è all’Assemblea rivoluzionaria francese che i termini politici “destra” e “sinistra” furono coniati): essa postula il “populus sibi princeps”, il popolo principe di sé stesso, ossia l’emancipazione del popolo (popolo, non plebe) e la sua trasformazione in classe dirigente (la democrazia). Essa combatte contro l’assolutismo e il dispotismo, ossia contro il governo dei pochi sui molti (o di uno solo su tutti), insomma combatte contro il potere accentrato in poche mani e per la sua diffusione nella società civile. La destra invece postula esattamente il contrario. Queste e non altre sono le distinzioni tra destra e sinistra (e poco m’importa che da ciò derivi che in Italia molti, troppi, che si dichiarano di sinistra siano in realtà di destra e viceversa: questo è uno dei massimi difetti del nostro Paese).

Termini quali “terrorismo di sinistra” e “dittature di sinistra” sono perfetti ossimori, hanno in sé una contraddizione profonda. In quanto rappresentativi di una stretta minoranza che impone (o vuole imporre) con la violenza la propria volontà a tutti gli altri, sono in realtà espressione della destra più tipicamente eversiva: fenomeni come il brigatismo rosso o il regime sovietico, e anche i "compagni che sbagliano" di Ingrao, lungi dall’essere di sinistra, sono state e sono manifestazioni estreme della peggiore destra.

Se non ci liberiamo di questo equivoco, sarà difficile che il nostro diventi un paese “normale” e che, tra l’altro, siano eliminate le schegge impazzite che si credono di sinistra ma in realtà sono di destra e che s’infiltrano nella sinistra più radicale, certe della protezione ideale che loro dà l’essere accettate come espressione della sinistra.

Mauro Aurigi