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30.4.2006: SUPERIOR STABAT LUPUS

 

Alle ore 20 del 12 aprile c’era già una piccola folla nella parte alta di Piazza Salimbeni, perché quella sera l’Unione avrebbe festeggiato la vittoria elettorale alle politiche. Nella parte bassa della stessa piazza, nell’angolo estremo il più lontano possibile dai festeggianti, avevo appoggiato al muro il materiale di Libera Siena che mi era servito proprio fino alle ore 20 per un tavolino di propaganda per le prossime amministrative. Mentre aspettavo che gli amici venissero a darmi una mano per portare via tutto, dal gruppo dell’Unione rumoroso e festante (si distinguevano già personaggi eccellenti come Mussari e Mancini e notabilato vario) si sono staccate due persone che si sono dirette verso di me e, con l’aria di fare chissà quale epica impresa, hanno girato il nostro materiale pubblicitario verso il muro in maniera che non si potesse leggere (da notare che era già buio). Alle mie rimostranze uno dei due, accennando al suo orologio, ha detto: “Sono le 20 e sette minuti”. Questi, mi dirà l’amico nel frattempo sopraggiunto per darmi una mano al trasporto del materiale, era Brenci, segretario comunale diessino, e l’altro Lapisti, capogruppo diessino al Comune.
Lì per lì mi è venuto da ridere pensando al lupo della favola che, visto un agnello dissetarsi a valle sullo stesso suo ruscello, pur di attaccare briga, lo accusa di intorbidirgli l’acqua: uguale l’enorme sproporzione tra il gruppo totalitariamente egemone in questa città da 60 anni e la nostra minuscola e neonata associazione, uguale la pretestuosa arroganza dei due notabili.
Ma subito mi sono tornate in mente le angherie, non solo grandi ma anche piccole come questa che racconto, subite dalla mia famiglia durante il fascismo e la voglia di ridere mi è passata.
Chi dice che i miei ex compagni hanno cambiato nome ma sono rimasti gli stessi di prima, sbaglia: in realtà, almeno a Siena, sono peggiorati e non di poco.

                                          Mauro Aurigi