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16.7.2006 - La libertà strangolata (Il Cittadino chiude)

Quindi è ufficiale: Il Cittadino Oggi chiude definitivamente dopo che, neanche 4 anni fa, era tornato a nuova vita.                       
Lo salutammo speranzosi, allora, perché il suo primo direttore s’impegnò pubblicamente a rappresentare i fatti distinti dalle opinioni e a dare spazio a queste ultime equamente. Questo impegno, puntualmente rispettato, portò ad una paradossale situazione: Il Cittadino, nonostante il suo orientamento conservatore, divenne l’unico strumento di comunicazione del dissenso, compreso quello di sinistra che si vedeva interdetto l’accesso agli altri media, tutti allineati con la sinistra ufficiale al potere. Insomma senza Il Cittadino saremmo stati (e purtroppo saremo in futuro) meno liberi.
Alla domanda “perché Il Cittadino cessa le pubblicazioni?” non abbiamo che una risposta. Dovendo escludere motivazioni politiche non rimangono che quelle economiche e queste non possono che dipendere da una fatto: la totale assenza di inserzioni pubblicitarie, come è facile vedere scorrendo le sue pagine. Il Monte dei Paschi a Siena non ha alcun bisogno di farsi pubblicità, ciononostante è l’inserzionista più generoso di tutto il territorio, tanto generoso che è presente su ogni foglio anche miserrimo, anche solo che annunci una mostra canina paesana. Ma è stato del tutto assente su Il Cittadino. E ciò non certamente per colpa delle banca, ma di chi politicamente la controlla. E la parola d’ordine “si finanzia solo la stampa amica”, esplicita o meno che fosse, è stata presto capita e prontamente rispettata, onde evitare rappresaglie, dalla quasi totalità delle imprese cittadine e della provincia. Il Cittadino ne è stato letteralmente strangolato.
E’ regime oramai. Sicuramente nei circoli che contano, ma anche a livelli più bassi, ci si sarà rallegrati per l’evento, come durante il Ventennio ci si rallegrava per qualche tipografia rossa andata “misteriosamente” a fuoco (certamente si sarà rallegrato l’avv. Mussari, presidente prima della Fondazione e poi della Banca Mps, che quella chiusura aveva auspicato fino a chiedere agli astanti di una pubblica manifestazione di astenersi dal comprarlo).
Si spera ora che i “Senesi del dissenso” trovino la forza per editare un loro foglio d’informazione al fine che la residua fiammella di quella Libertas che così a lungo è stato un valore e un vanto della Città, non si spenga del tutto.

Mauro Aurigi