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21.12.2005

 

x il Direttore
Francesco è lunga ma, anche se hai già pubblicato diversi interventi sul Ceccuzzi (che però si sono interessati solo di Piccini e Libera Siena, mentre io mi occupo anche di altro), penso meriti la pubblicazione. Leggila.
(La mando anche a altri giornali)

Mauro

MA COSA DICE SEGRETARIO CECCUZZI? QUESTO E’ IL PEGGIOR GOVERNO CITTADINO DEL DOPOGUERRA!

Lunedì scorso, spenta la tv perché non c’era nient’altro d’interessante che la riedizione di un Berlusconi che sciorinava agli Italiani il lungo elenco delle cose fatte in questi cinque anni (ma gli Italiani non sono capaci di arrivarci da soli?), ho aperto i giornali locali e … sorpresa!: mi sono imbattuto nella edizione in sedicesimo del Cavaliere, il segretario ds Ceccuzzi, che sciorinava ai Senesi il lungo elenco delle cose fatte dall’amministrazione cittadina in questi cinque anni. E’ una persecuzione, mi sono detto, anche Ceccuzzi s’è convinto che a Siena siamo tutti sciaborditi e che se certe cose non ce le spiega lui, non le capiremmo mai. E giù una paginata di opere realizzate dal regime: sono passati più di 60 anni, ma sembra ieri.
Ciò a conclusione di una stagione che ha visto i cittadini riunirsi spontaneamente in decine di comitati e associazioni per affermare esattamente il contrario e per protestare come mai era successo prima (ne converrà, spero, il Ceccuzzi). E questo ha un solo significato: buona o cattiva che sia stata la presente amministrazione essa è senza ombra di dubbio la peggiore dell’intero periodo repubblicano, perché mai a Siena si era vista una simile alzata di scudi.
Evidentemente i Senesi, checché ne pensi il Nostro, sanno vedere con i propri occhi e valutare con la propria testa: non sono così sciaborditi (o non lo sono tutti) come la sua sicumera farebbe pensare. Ma come fa a dire che “Perfino il sistema politico locale ha dimostrato di funzionare meglio di quello nazionale che con l’approvazione della nuova legge elettorale per il Parlamento, impostata dal centrodestra, ha contribuito ad allontanare i cittadini dalla possibilità di decidere”? Prima ancora del centrodestra romano, il centrosinistra fiorentino ha votato una legge liberticida che, nell’aumentare da 40 a 60 i consiglieri regionali (il 50% in più!) ha anche abolito le preferenze, per cui saranno le segreterie dei partiti a scegliere e i cittadini sono stati definitivamente “allontanati dalla possibilità si decidere”. Se n’è bell’e scordato il Ceccuzzi? Oppure davvero ci crede capaci di berle tutte?
E come fa a parlare in toni trionfalistici del progettato parco urbano della zona Lizza, quando tutti ci ricordiamo la pubblicità elettorale del Cenni che in tv, con la fontana di San Prospero alle spalle, cinque anni fa (cinque anni fa!) ci diceva le stesse cose? Ma non si è accorto che tutta quell’area in questi 5 anni, lungi dall’essere recuperata, è ulteriormente degradata?
E come fa a dire che le “politiche per la salute”  e la “qualità del vivere”  sono state alla base del progetto per una città migliore? Ma lo sa che i medici di famiglia ormai sconsigliano di andare alle Scotte e dirottano i pazienti verso Poggibonsi e Montepulciano, se non addirittura a Grosseto? Lo sa che si può sostare inermi dentro il pronto soccorso, che evidentemente tanto pronto non è, per ben 12 ore e che ci possono volere anche sei mesi per una visita ambulatoriale? E cosa può succedere alla salute del cittadino in quei sei mesi? La “qualità del vivere” poi! Ma non li legge i giornali? Mai in passato la sicurezza è stata così a repentaglio, mai abbiamo vissuto certe esperienze. E ciò che più preoccupa è che, col crescere del potere personale di pochi sulla Città (mai a Siena i Cittadini erano stati così lontani e così succubi del potere: questa è la madre di tutti i problemi, caro Ceccuzzi!), il fenomeno è in terribile ascesa e non si sa quando e se si arresterà.
Dopodichè, con impassibile faccia tosta, il nostro segretario conclude: “Siena ha bisogno di un sindaco che garantisca la continuità del progetto”: ossia Cenni. Non può non suonare come una minaccia. Senza contare l’altrettanto minacciosa affermazione di un sindaco visto come “una guida autorevole” per la Città. Ci risiamo col vecchio vizio dell’unto del signore che ci guida verso gloriosi destini? In democrazia, caro segretario, il popolo si guida da solo e il sindaco è solo l’esecutore della volontà popolare. E poi questa bufala della continuità quale necessaria condizione per il bene comune e il buongoverno. Forse Ceccuzzi nulla sa della “memoria storica” cui pure fa sciaguratamente appello. Altrimenti saprebbe che la Siena bella, quella che tutti conosciamo, è frutto di un periodo storico senza sindaci autorevoli o autoritari e senza continuità: normalissimi cittadini, oltretutto tirati a sorte, si alternavano al governo ogni due mesi, dopodiché passavano anni prima che il loro nome fosse rimesso nel paniere. E’ la Città costruita allora da quegli anonimi governi che ha consentito a Siena oggi di reggere la crisi del turismo registrando, come dice il Ceccuzzi, un +5% contro il -7% nazionale, e non, come egli vorrebbe darci trionfalmente ad intendere, l’attuale amministrazione e quindi soprattutto la sinistra (non penserà mica che i turisti vengano a Siena per vedere la città nuova costruita da loro negli ultimi 60 anni, vero?).
Quindi, con un crescendo di delirio di potenza, Ceccuzzi perde ogni ritegno e si scaglia contro i partiti del centrodestra perché attuano politiche elettorali (candidati a sindaco separati) che “favoriranno il vero candidato della destra Pierluigi Piccini” (incautamente accusato di sete di potere: ma da che pulpito, signor segretario!). Embè? E se anche così fosse? Il centrodestra può fare ciò che gli pare, o deve sottostare agli ordini che, con sommo sprezzo del ridicolo, il segretario ds gli impartisce? Per quanta poca simpatia io abbia per la destra nostrana, non riesco a immaginarla nell’atto di accusare con altrettanta arroganza i partiti del centrosinistra di attuare politiche che favoriscano l’elezione di Cenni. No, qui Ceccuzzi ha superato se stesso. Mi verrebbe la voglia di dire che è stato travolto dalla sua stessa ottusità. Ma non è così purtroppo, è solo che il vecchio lupo stalinista non solo non ha perso il vizio, ma neanche il pelo.
Ed eccoci in fine al “dulcis in fundo” o al “venenum in cauda”, insomma alla ciliegina sulla coppa di gelato. Perché alla fine il Nostro se la prende velenosamente con l’ultima arrivata, la Cenerentola, il cacanidio (forse Ceccuzzi lo capisce meglio), insomma una verosimilmente innocua Libera Siena. Ceccuzzi ne è quasi terrorizzato (chi è espressione di un potere totalitario si sente sempre in pericolo e finisce coll’assaggiatore dei pasti). La prima accusa è, con incauto e spregiudicato ricorso ad un lessico contradaiolo che gli è del tutto estraneo, di essere un covo di “rivenduti” (sic!), di soggetti che hanno girato tutti gli schieramenti politici. Come se lui stesso non fosse passato con olimpica disinvoltura dal Pci al Pds e poi ai Ds. Oppure forse lui si sente assolto dall’accusa di “rivendutismo” perché in realtà Pci-Pds-Ds sono sempre la stessa cosa, insomma un machiavello per ingannare il povero elettore (che abbia ragione Berlusconi a chiamarli ancora “comunisti”)? 
Ma questo è niente in confronto all’accusa di avere osato insozzare la Resistenza con quell’aggettivo “libera”  usurpato e offensivo (ri-sic!). Perché, dice lui, “Siena è libera dal 1944 quando i partigiani e gli alleati la conquistarono”. Un chiaro falso storico (oppure si tratta ancora di grossolana ignoranza?), perché Siena non fu conquistata. Il segretario del Pci clandestino di allora, mi pare un certo Ricci barbiere della Torre, si rifiutò di ordinare l’insurrezione risparmiando alla Città un inutile bagno di sangue (per questo fu cacciato subito dal partito). Quando gli Alleati arrivarono trovarono una Città assolutamente serena e sgombera di nemici con un dignitosissimo podestà fascista, l’ing. Luigi Socini Guelfi, che li aspettava sulla soglia del Comune per consegnare loro le chiavi della Città e che subito dopo se ne andò pacificamente a casa sua.
Devo dire che a me gente come il Ceccuzzi,  così capace di manipolare senza pudore la realtà attuale e la storia ai fini arroganti del potere, mi fa paura. Forse c’è davvero bisogno di una nuova Resistenza, forse bisogna davvero ancora una volta resistere, resistere, resistere.

Mauro Aurigi