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25.10.2005

 

Spezzo una lancia (una sola) a favore di Antonio Fazio

La vulgata retorica e patriottarda che precedette ed accompagnò negli anni ’60-’70 del 1800 l’aggressione del regno sabaudo a quelli meridionali per annettersene popolazioni e territori, aveva come tema conduttore il “riscatto” e l’“emancipazione” delle cosiddette plebi meridionali. Pura ipocrisia. In realtà si trattò di una vera e propria guerra coloniale, voluta dalla corte sabauda e dalla borghesia lombardo-piemontese, che provocò una sanguinosa reazione popolare, sprezzantemente e sbrigativamente chiamata ancora oggi “brigantaggio meridionale”. E coloniale fu anche il primo provvedimento economico preso dal nuovo Stato unitario una volta imposta la “pax sabauda” a tutto il Meridione: i risparmi depositati nei banchi meridionali furono rastrellati e trasferiti al Nord per finanziarne l'industrializzazione, la quale, quindi, è stata fatta sulla pelle dei Meridionali. Il Meridione, dopo quel terribile salasso, non si è più ripreso tanto che la sua distanza dal Settentrione dopo 150 anni non solo non si è colmata, ma è addirittura cresciuta: tanto poté il patriottismo risorgimentale.
Antonio Fazio, governatore della Banca d’Italia assai discusso e contestato per aver frapposto ostacoli alla scalata di banche italiane da parte di banche europee favorendo di contro gli scalatori italiani, questa storia deve necessariamente conoscerla, sia perché meridionale sia perché banchiere, anzi il banchiere dei banchieri italiani. Non so però se ha fatto ciò ha fatto perché, memore di ciò che subirono i nostri banchi meridionali nell’Ottocento, intendeva evitare ora al Paese un’analoga emorragia che con l’aria che tira potrebbe risultare letale per il nostro futuro. Certo che una cosa è nota: le banche nord-europee concupiscono quelle italiane non per i loro patrimoni, invero molto modesti (anche quello del Monte dei Paschi che era di tutto rispetto prima che i diessini…), né per le loro caratteristiche tecniche e operative neanche lontanamente paragonabili a quelle europee, ma per il solo ed esclusivo motivo che gli Italiani sono i più risparmiosi d’Europa e tutto i loro risparmi sono quasi per intero chiusi nelle casseforti delle banche italiane.
            Riflettevo su queste cose mentre leggevo dell’opposizione che, quando Antonio Fazio si è presentato giorni fa per una audizione in Commissione Bilancio al Senato, ha abbandonato l’aula. Si tratta degli stessi che hanno imposto all’Italia l’ “annessione” all’Europa, ricorrendo alla stesso ipocrita patriottismo (e ne vanno molto fieri) che fu usato per convincere un Sud riottoso ad unirsi al Nord-Italia.
Si dice sempre che una classe dirigente non è mai peggiore del popolo che la esprime. La nostra probabilmente fa eccezione.

Mauro Aurigi