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12.11.2004 ANATOCISMO E LA GIUSTIZIA ALL’ITALIANA

La sentenza della Cassazione (chiamiamola “A”) che impone alle banche (chiamiamole “B”) il rimborso per quanto hanno lucrato in più dal calcolo su base trimestrale (anatocismo), anziché annuale, degli interessi a debito della clientela (chiamiamola “C”), ha commosso l’Italia intera.

Secondo me si è trattato della solita demagogica comparsata all’italiana per tre buoni motivi.

1) Erano forse 100 anni che tra “B” e “C” si firmavano contratti volontari di apertura di conto corrente che prevedevano l’addebito trimestrale degli interessi sulle somme prese a prestito mentre l’accredito sulle somme depositate era annuale. A mio modo di vedere basta questo, ossia la volontaria sottoscrizione contrattuale, per chiudere il discorso. Certo che si trattava di una clausola vessatoria, ma quante clausole vessatorie ho visto accettare in vita mia senza che “A” abbia mai mosso un dito per condannare il vessatore! Quanti prezzi esosi ho visto pagare perché, non essendoci altro disponibile sul mercato (si pensi agli affitti), il compratore è stato costretto a subire l'arroganza di un venditore protetto per giunta da “A” proprio in forza di un contratto!

2) Da sempre sarebbe stato facile per “B” far pagare a “C” gli interessi annuali anziché trimestrali, ma per far questo avrebbe certamente aumentato - come fa oggi - il tasso d’interesse (figurarsi se “B” rinunciava al guadagno!), così il costo per "C" e il guadagno per "B" sarebbero stati gli stessi e “A” oggi non avrebbe potuto obiettare alcunché. Perché “B” non l’ha fatto? Semplice: il conteggio trimestrale era consuetudinario e nessuno ci trovava nulla da ridire. Tant'è che quella consuetudine “B” l’applicava anche alla FIAT.

3) Figurarsi se "C" (dalla FIAT al rivenditore di stringhe) non ha fatto a sua volta gravare a cascata quell'esoso costo bancario, come ogni altro costo, sui propri clienti (chiamiamoli "Z"). Voglio dire che "C", ossia chi andrà ora a chiedere in forza di quella sentenza i rimborsi miliardari a “B”, non solo non ci aveva rimesso una lira - per cui quella sentenza gli casca come manna dal cielo - ma, dopo essere stato rimborsato da “B”, si guarderà bene di rimborsare a sua volta “Z”. Insomma sarebbe giusto che "Z", ossia quello che ha pagato per tutti, facesse a sua volta causa a "C". Ma “A” questo non lo consentirà mai.

Dimenticavo. Si penserà mica che "B" ora paghi quei 60.000 miliardi di vecchie lire a “C” e tutto finisca lì, vero? Per ”B” si tratta di un costo e, come detto sopra, tutti i costi vanno ripetuti a cascata a chi sta più in basso nella catena. Per cui ci sarà un inasprimento generalizzato delle condizioni che “B” d’ora in avanti praticherà a “C”, ma che in fin dei conti, per via della cascata di cui sopra, alla fine sarà pagata da “Z”, ossia da noi poveri iloti: la pagheremo tutti e la pagheremo cara.

Così giustizia sarà fatta. All’italiana.

Mauro Aurigi